IL MUTAMENTO nelle immagini fotografiche di Ramona Zordini

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La sua ricerca artistica si focalizza sulla necessità di eliminare le normali delimitazioni spaziali e mentali di un’opera fotografica quadrata o rettangolare e bidimensionale. L’artista bresciana Ramona Zordini lavora infatti sul concetto di mutamento e si serve dell’arte per esplorare nuovi orizzonti creativi, sperimenta così la forma ellittica o rotonda e raggiunge la terza dimensione trasferendo l’immagine fotografica su materiali diversi, soprattutto sul tessuto elastico di jersey, nato proprio per esaltare le forme umane.

La fotografa ha studiato alla Libera Accademia di Belle Arti di Brescia conseguendo un Diploma Quadriennale in pittura e fotografia ed ottenendo due borse di studio nel 2009, attualmente insegna Fotografia, ed è stata pubblicata su riviste Internazionali ( tra le più importanti Zoom di Marzo 2009 e Zoom di settembre 2009), ha vinto il Premio Telethon edizione 2009 e nel Premio Tau Visual è stata indicata come “Autore Segnalato”. Nel 2011 è stata inoltre selezionata per partecipare alla Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo. Negli ultimi anni, il suo percorso artistico l’ha indotta ad indagare sul corpo e la sua plasticità, ha infatti unito la fotografia del corpo, al cucito e alla tridimensionalità degli altorilievi lavorando prevalentemente con l’acqua, che è divenuta vero e proprio ambiente scenografico per le sue opere.

I suoi corpi riflettono moti dell’animo ed emozioni che, tramite i movimenti dell’acqua, vengono fissate in un momento unico che rimane però destinato a cambiare, trasformarsi ed evolvere. Nudi immersi nell’acqua di una vasca, non più riconoscibile come spazio chiuso ma utilizzata come teatro dell’azione coreografica, cui attraverso vari effetti l’artista conferisce lo stesso aspetto monumentale di una grotta termale classica
Con queste parole la fotografa ha definito la sua ricerca artistica: “Vorrei l’impermeabilità delle cose per toccare ogni sensazione senza che filtri occasionalmente il mio essere e mi stordisca, lasciandomi implosa a riempire una scatola di rievocazioni decomposte e reinventate a mia immagine e somiglianza. Ambiguo il termine, ambiguo il luogo, il gesto, il pensiero, i tuoi occhi persi dentro un lui senza entrata, è un eterno momento di transizione, nulla è come ieri, il filtro è da pulire.”

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